 Torrendi a bidda. Dalla campagna. La strada in salita come tutte le strade quanto torni e non bi’s’ora de arribbài. Basca ‘e morri. Il caldo, dopo una diri de trabballu passata insieme all’aria aperta, è diventato oramai un compagno fraterno, di quelli che ti seguono sempre e non vogliono lasciarti mai. Il sole ha lavorato con cura sul suo volto abbronzato e quando sorride, prexiau, si nota il colore più chiaro dell’interno delle rughe. Il frinire di cicale, nel silenzio di quei vicoli assolati, fa sembrare quel silenzio ancora più silenzio. Viaggiano i pensieri, chistionendi assolu cun d’una caluxerta. Le braccia stanche, tutto il giorno tra i filari d’uva, iscrutzu, sa cannùga in is manusu, che sbatte, ad evitare che gli acini ancora acerbi, diventino pasto po su sturru.
Quando, accant’e campusantu, si restringe la strada, sa friscura de aintru, fuoriesce dal portone e si getta nel sole, mischiandosi immediatamente. Come sempre, al passaggio lì accanto, un brivido lungo la schiena, fa’ aumentare il passo. - Mancu mali - pensa – ca non est ancora scurigau - Tamatiga posta a siccai in su taulacciu in is poinis, nei cortili. A quest’ora non si incontra nessuno. Pomeriggio caldo, troppo caldo. Ancora pochi minuti, il passo stanco ma svelto, l’ombra dell’ingresso di casa. Su griffoni in prazza. L’improvvisa cascata d’acqua fresca sulla testa, che schizza e bagna i piedi, scuri de proini ‘e terra. Si guarda intorno a cercare qualcosa, che, finalmente con lo sguardo, agàttara. Sono lì, pronte, sullo sgabello di paglia, chi funti apettendiddu. Lucide. Ancora nuove. I tacchetti brillano e riflettono i raggi del sole. I lacci hanno ancora lo stesso colore del giorno chi est calau a Casteddu a corriera, comprendiddasa con i soldi dell’ultima binnenna. Si asciuga velocemente il viso, arraffa dal tavolo in cucina, con una mano un’arrogu ‘e coccoi e ripassando in cortile, con l’altra le scarpette, - Seu andendi! … Gianni esti aspettendimiri….adiosu mammai…- Corre, dimentico già della stanchezza, del sudore e dell’afa. Sta andando al campo, ad incontrare i suoi compagni, a giogai a rebby.
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