| LA VOGLIA DI VIVERE |
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| Storie di rugby - Novelle ovali | |||
| Scritto da Antonio Falda (ARC) | |||
| Domenica 03 Agosto 2008 09:00 | |||
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Usciamo dagli spogliatoi. Il suono secco dei tacchetti sul pavimento. Corriamo piano, lentamente. Su due linee parallele, raggiungiamo il centro del campo. Il saluto, l’applauso della gente sugli spalti. Le ore passate, buttate, ad aspettare mio padre. Sedici anni. La voglia di vivere sprecata a rincorrere sempre la scusa buona, giustificando le fughe da casa, le amicizie un po’ strane, più grandi di me. I capelli rasati sapendo che a mia madre piacevano lunghi, per dispetto. Eccoci schierati. Quindici di qua e quindici di là. Ad osservarli bene, gli avversari non sembrano neanche tanto grossi. A noi spetta la palla, loro hanno scelto il campo a favore di vento. E’ una giornata dal clima mite ed il sole cerca di farsi spazio tra i banchi di nuvole che da alcuni giorni, sostano nel cielo. Il mio continuo rifiuto. Per qualunque cosa. Senza distinguere le cose giuste e necessarie da quelle futili e superflue. Con lo sguardo infilato tra le persiane della mia stanza e le grate del posto di polizia, ad aspettare. Sempre. Il fischio dell’arbitro. Via. Si inizia. La nostra apertura calcia a sinistra.- PALLA SU’- Saliamo tutti. La palla rimbalza sul tetto della panchina e rotola ubriaca, fuori, oltre la linea laterale. Subito touche. Battono loro, dalle mani del tallonatore vola tra la nostra e la loro fila. Mi aggancio con l’interno dei piedi, sotto le ascelle del compagno che mi sta sollevando, aggrappandomi per un istante all’aria con le mani. Un pomeriggio mi portano via. Due uomini e una donna. Un viaggio in auto. Un'altra casa. Anche da lì scappo più volte. Mi trovano per strada, sdraiato a faccia in su, ad osservare il cielo e le sue stelle. A cercare chissà cosa, nel buio blu della notte. Cerco con decisione l’ovale. Riesco a toccarlo e lo spingo verso la nostra parte. Ricado a terra. Il peso del mio corpo carica sui talloni, ogni volta che ciò accade, mi ricorda quanto sia pesante la mia stazza.
Poi un giorno, dopo tanti e tanti giorni, decido: basta, non lo aspetto più. Uno dei ragazzi che abitano con me in quella casa, mi convince una sera ad andare con lui, al campo. Osservo. Mi piace. I volti divertiti. Le risate sincere.
Il mediano ha già inviato all’apertura che apre verso i trequarti, quando l’azione prende velocità, a volte siamo incontenibili. E’ un piacere giocare. Mi accorgo di essere rimasto lì sul posto, fermo, a godermi la visione di uno spettacolo, che ogni volta mi sorprende. La mattina dopo mi sveglia la luce che filtra da dietro le tende e spezza il buio della stanza. Non vedo l’ora che sia sera, per tornare lì. Su quel prato. Questa volta a correre anch’io. Abbracciando una palla ovale, ridendo sincero.
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| M | V | N | P | F/A | D | P | |||
| 1 |
| CAPITOLINA | 21 | 12 | 6 | 3 | 466:271 | 195 | 66 |
| 2 |
| ROMAGNA | 21 | 12 | 2 | 7 | 508:356 | 152 | 62 |
| 3 |
| RUBANO | 21 | 13 | 2 | 6 | 462:311 | 151 | 62 |
| 4 |
| CAPOTERRA | 21 | 11 | 2 | 8 | 455:377 | 78 | 61 |
| 5 |
| BADIA | 21 | 12 | 1 | 8 | 411:375 | 36 | 61 |
| 6 |
| VALPOLICELLA | 21 | 10 | 3 | 8 | 417:362 | 55 | 56 |
| 7 |
| CATANIA | 21 | 11 | 2 | 8 | 367:319 | 48 | 55 |
| 8 |
| ALGHERO | 21 | 12 | 0 | 9 | 440:403 | 37 | 48 |
| 9 |
| AVEZZANO | 21 | 9 | 1 | 11 | 369:455 | -86 | 47 |
| 10 |
| PAESE | 21 | 9 | 0 | 12 | 460:501 | -41 | 44 |
| 11 |
| MILANO | 21 | 2 | 1 | 18 | 277:531 | -254 | 19 |
| 12 |
| GLADIATORI | 21 | 3 | 0 | 18 | 292:663 | -371 | 13 |