| LA BANDIERA, IL PARADOSSO E LA SPERANZA |
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| Storie di rugby - Segnali di fumo |
| Scritto da Marcello Lai (ARC) |
| Venerdì 26 Settembre 2008 20:52 |
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Non si stupisca il lettore per la contraddizione del titolo che campeggia su questo articolo e qui elaborata, perchè se la titolarità della nascita regionale del rugby (anno 1823 città di Rugby-Inghilterra) non lascia dubbi e non permette equivoci, porta però, dopo un attento studio, ad una conclusione francamente contraddittoria, ossia;anche Scozia, Irlanda e Galles debbono considerarsi paritari all’Inghilterra in seno alla genesi di questo sport. Motivo di tale presupposto paradosso è nei fatti svelato dalle testimonianze documentate della vita dei college militari del periodo storico 1820-1830 sotto il regno di Giorgio IV re d’Inghilterra Scozia e Irlanda. Risulta infatti che tali istituti annoveravano tra gli iscritti i giovani nobili provenienti dalle tre patrie che costituivano il Regno Unito, più quelli del principato del Galles. Lo studio civile e militare e il gioco del rugby, che allora nei college formava i migliaia di nobili rampolli, forgiò in loro l’anima e il corpo all’istruzione, al culto dello sport, all’agonismo esasperato, alla forza e al rispetto delle regole. Una volta terminati gli anni di studio, gli ufficiali formati andavano a costituire i nuclei di commando dei reggimenti, che costituivano l’insieme delle truppe, che compenetrandosi ma non fondendosi, date le loro quattro origini, formavano uno degli eserciti più forti ed affidabili d’Europa e del mondo. Mi piace citare e ricordare fra tali reggimenti d’elite che componevano tali forze armate: “ I Life Guards Irlander… i South Lancashires… gli Inniskillings… i Royal Lancaster… i Dublin Fusiliers… i Connaught Rangers… i Black Watch Highlanders…”. Tutte le forze militari britanniche, con le loro storie, le loro etnie e lingue assai diverse, attinsero da questa loro origine e distinzione, uno stimolo per emergere e competere, prima fra di loro e poi in battaglia nei confronti del nemico, godendo tra l’altro al contrario delle altre truppe europee, dell’affetto popolare della nazione. Con alto senso di appartenenza, sempre perseguirono, come discendenti di cavalieri medioevali o di pretoriani ai tempi di Cesare, la fede e la lealtà come insostituibili ideali di vita. Esorto i lettori di questo articolo, se interessati, ad approfondire lo studio delle vicende riguardanti i popoli anglosassoni. La conoscenza della loro storia vi permetterà di attingere nuovi argomenti,idee e ipotesi di come solo una disciplina come il rugby abbia potuto avere i natali e una diffusione così capillare su tutto il suolo della Gran Bretagna e del perché viva avvolto di un’aurea da leggenda non riscontrabile in altri sport. Mai infatti altra nazione ha avuto ed ha nel suo patrimonio di passioni ed ardimento, la consapevolezza di riconoscersi e sentirsi cosi legata a vicende storico-avventurose con quelle riassunte nella dottrina sportiva rugbystica. Sardegna - periodo medioevale; un aristocratico inglese, in visita alla nostra terra, porta in regalo ad un suo pari uno stendardo, che raffigura una croce rossa su uno sfondo bianco. Il nobile sardo, ricevuto il dono lo utilizza come suo nuovo vessillo di rappresentanza, sia per incontri ufficiali di corte che nei campi di battaglia. Nasceva così, dopo che nel tempo vennero applicate le teste dei quattro mori, la bandiera diventata poi quella ufficiale e pubblica della nostra isola. Da secoli il linguaggio simbolico dell’effige del vessillo sardo, pervade gli animi della gente della nostra regione, ammonendola a sopportare con orgoglio e fermezza gli ostacoli che la vita gli ha riservato. Il collegamento,la comunanza e i sentimenti che si intrecciano fra le due bandiere su raffigurate, ci piace utilizzarli (come in una profezia rivelatrice) per la realizzazione di un sogno fantastico, che nel prossimo capitolo sveleremo e illustreremo (in termini di speranza sportiva), relativamente ad una squadra che da anni è l’incarnazione e il simbolo del rugby isolano. Sardegna anno 2008 - Capoterra: amatori rugby. Da pochi anni è iniziato un grande romanzo avvincente ed emozionante, con veri protagonisti. Riprende vigore un progetto mai nascosto, scalare la vetta dell’olimpo della palla ovale. Sul finire del mese di agosto, da alcune stagioni, i polmoni e i muscoli di una compagine di nativi e uomini d’oltre mare affrontano prove eccezionali per prepararsi all’ esame del campionato. L’avventura dell’amatori Capoterra in questa stagione, dopo la divulgazione di quest’articolo, si arricchisce della speranza che un nuovo ed entusiasmante sogno prenda magicamente spunto e forza dalla scoperta, fra mito e realtà, di un’analogia riguardante due beneamate bandiere. Mai storia dovrà considerarsi più propiziatoria e profetica per gli atleti del rugby Capoterra, perché tale affinità e similitudine tra bandiere (Inglese e Sarda), per una sorta di suggestivo gemellaggio, consegni ai nostri atleti la consapevolezza che fede, forza e lealtà verso questo sport emergeranno con maggior vigore. Sarà allora emozionante per il pubblico, scorgere dalle tribune alla prima di campionato, lo sguardo dei nostri giocatori. Essi volgendosi verso l’emblema sventolante dei quattro mori, sulla cima più alta del campo di gioco, immagineranno un campione inglese, discendente dal mitico rugbista dei college dell’ 800, che parimenti prima dell’inizio di ogni partita, saluta la sua storica bandiera (affine e sorella maggiore della nostra),che da secoli guida le vicende militari,civili e sportive della sua terra. L’augurio finale che rivolgo ai nostri atleti è che i significati simbolici di questi racconti, possano arricchire di nuovi contenuti emotivi (in termini di valenza sportiva) il loro bagaglio di sentimenti, ed inoltre, auspico che con onore affrontino tutte le dure prove del campionato, dimostrando alle altre squadre italiane il valore della nostra razza. |
| Domenica 19 Febbraio 2012 - ore 14:30 | ||
![]() CAPOTERRA |
: | ![]() MILANO |
| M | V | N | P | F/A | D | P | |||
| 1 |
| ROMAGNA | 14 | 9 | 2 | 3 | 296:193 | 103 | 46 |
| 2 |
| CAPITOLINA | 14 | 7 | 5 | 2 | 291:192 | 99 | 42 |
| 3 |
| RUBANO | 14 | 8 | 2 | 4 | 322:211 | 111 | 40 |
| 4 |
| ALGHERO | 14 | 10 | 0 | 4 | 309:234 | 75 | 39 |
| 5 |
| PAESE | 14 | 8 | 0 | 6 | 329:292 | 37 | 37 |
| 6 |
| CAPOTERRA | 14 | 6 | 2 | 6 | 269:243 | 26 | 36 |
| 7 |
| BADIA | 14 | 7 | 1 | 6 | 274:263 | 11 | 36 |
| 8 |
| AVEZZANO | 14 | 7 | 1 | 6 | 240:268 | -28 | 36 |
| 9 |
| VALPOLICELLA | 14 | 5 | 3 | 6 | 270:251 | 19 | 33 |
| 10 |
| CATANIA | 14 | 5 | 2 | 7 | 225:243 | -18 | 29 |
| 11 |
| MILANO | 14 | 1 | 0 | 13 | 185:377 | -192 | 11 |
| 12 |
| GLADIATORI | 14 | 2 | 0 | 12 | 191:434 | -243 | 6 |