RIFERIMENTO ASSOLUTO DELLE GIOVANILI: FRANCO ATZORI PDF Stampa E-mail
Info Società - Federazione - Il campionato che verrà
Scritto da Antonio "piSello" Pisano (ARC)   
Domenica 13 Settembre 2009 06:30
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atzori-franco

E' da oltre vent'anni che si occupa di giovani rugbysti. E' stato il maestro di quasi tutta la prima squadra e di quasi tutti gli atleti delle compagini giallorosse. Quando si parla di lui a Capoterra, le immagini e le parole che saltano fuori portano tutte al rugby, alla sua importanza come "sistema" educativo e come fonte di salute e divertimento. Siamo felici, ed io per primo vista l'amicizia fraterna che ci lega, di poter intervistare Franco Atzori, persona umile e modesta quanto instancabile e valoroso coach delle compagini giovanili ma anche, ancora oggi, coach della rappresentativa cadetta.

Negli ultimi venti anni nessuno staff tecnico dell'ASD Amatori Rugby Capoterra, ha fatto a meno e ne, ancora oggi, può fare a meno di te, quanto sei orgoglioso di questo?

Sono lusingato di questa presentazione e ti ringrazio. Sono molto orgoglioso e nello stesso tempo preoccupato perché una società come l’Amatori Rugby Capoterra dovrebbe avere uno staff piu ampio e piu' persone disponibili per seguire il settore giovanile e scolastico. Penso che dovrebbe esserci maggiore disponibilità, soprattutto, da parte degli stessi atleti della prima squadra.

Quali sono state finora le gratificazioni più importanti nella tua carriera di allenatore?

Vedere i ragazzi che ho allenato giocare in prima squadra e qualcuno militare anche nella rosa delle nazionali giovanili. Ma sicuramente ancora di più quando incontro qualche ex giocatore che, magari per motivi di lavoro, si è allontanato dal campo e constatare comunque come sia rimasto un rugbysta anche fuori dal campo... Perché non dimentichiamo che il nostro compito non è solo insegnare il gioco del rugby, ma anche e soprattutto lo spirito e i valori del nostro sport, validi anche nella vita di tutti i giorni.

Anche quest'anno, in prima squadra, molti saranno i giovani provenienti dalle tue formazioni, vuoi segnalarne qualcuno che potrà lasciare il segno?

Potrei segnalarne parecchi, ma penso che, se avrà l’occasione di giocare nelle partite importanti Alessio Demontis potrebbe essere uno che lascerà il segno, senza togliere niente ad altri. Si, penso proprio che Alessio abbia una marcia in più.

In questi ultimi vent'anni, tra i giovani rugbysti capoterresi, cosa pensi sia cambiato di più: il fisico, il carattere, l'educazione?

Sicuramente il fisico, sia perché gli atleti della nuova generazione sono più alti, ma anche perché si cura di più l’allenamento fisico, con l’utilizzo anche della palestra come parte integrante dell’allenamento sul campo.

Il Presidente Carlo Baire, nella sua intervista al Campionato che verrà, ha lanciato dure critiche alla federazione per la disorganizzazione dei campionati giovanili. Cosa puoi aggiungere, dall'alto della tua esperienza?

Beh, sicuramente la federazione non investe abbastanza per il settore giovanile e ancor meno nella nostra regione che, come sappiamo, essendo un’isola, ha i limite di non poter incontrare altre realtà del continente perche' troppo dispendioso. Quelle esperienze per i nostri ragazzi sarebbero preziose per accrescere il livello di gioco, cosa che sta accadendo, invece, con la prima squadra dove il livello tecnico è cresciuto moltissimo proprio in questi tre anni in categoria superiore.

Giovanili e serie C, che programmi ed obiettivi hai per questa stagione?

Gli obiettivi e i programmi sono stabiliti dal direttivo e soprattutto in base alle risorse finanziarie, ed anche per questo ribadisco che la federazione dovrebbe intervenire più incisivamente nei progetti per le giovanili. Comunque stiamo lavorando affinché siano programmi pieni d’impegni, soprattutto per le giovanili.

Una domanda sulla squadra di serie B: ce la farà secondo te, quest'anno, a raggiungere l'obiettivo della serie A?

Penso che l’esperienza di questi ultimi due campionati sia servita per lavorare su alcuni errori fatti in passato e correggerli. Si, sono sicuro che quest’anno sara' quello giusto.

 

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