7 FRADIS RUGBY CLUB PDF Stampa E-mail
Newsletter - MARZO 2008
Scritto da Antonio Falda (ARC)   
Mercoledì 12 Marzo 2008 00:09
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 Viaggio alla scoperta della società del Sinnai,

7 Fradis Rugby Club

Intervista al presidente Gianni Garofalo

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  Ai piedi del versante occidentale del massiccio del Serpeddì - Sette Fratelli, tra corsi d'acqua e foreste di lecci e olivastri secolari, maglie gialloblu corrono in un campo alla periferia del paese. Sono giovani che si allenano con la palla ovale, ragazzi con la voglia di emergere. Sono giovani di Sinnai, del 7 Fradis Rugby Club, una società che, a quasi trent’anni dalla sua fondazione, continua, con lo stesso impegno e la stessa forza, il lavoro iniziato da un gruppo di appassionati.

Per conoscere meglio l’attuale momento di questa società, abbiamo intervistato il presidente Gianni Garofalo:

Presidente, quando e perché nasce il 7 FRADIS RUGBY CLUB ?

“Il 7 FRADIS RUGBY CLUB nasce nel 1980 per iniziativa di Ugo Tremulo, ex giocatore e grande appassionato di questo sport, e Stefano Onali, allora giovane medico e giocatore proveniente dal Cus Roma. Ad essi si unì Gabriele Orrù, storico giocatore e presidente della società,  ed un gruppo di giovani sinnaesi subito attratti e coinvolti da questa nuova  disciplina, tanto coinvolgente ed aggregante. Si formò rapidamente un folto numero di praticanti e nel 1981 iniziarono  le epiche partite contro l’Amatori Capoterra e l’Alghero. Quindi dal 1982  iniziarono le trasferte in mezza Italia per partecipare prima alla Serie C2 interregionale e in seguito alla Serie C1. In quegli anni il movimento sardo sembrava trovare grande slancio, anche grazie alla presenza di numerose squadre nel cagliaritano e dei militari inglesi della base aerea di Decimomannu. Fu tuttavia soprattutto grazie alla lungimiranza dell’allora Sindaco di Sinnai, Paolo Tronci e dell’assessore allo sport, Giosuè Serreli, che l’Amministrazione comunale puntò su quel gruppo così motivato e tenace, decidendo di contrarre un mutuo per realizzare lo Stadio del rugby, terminato nel 1986. Fu sicuramente questo avvenimento che consentì alla nostra società di crescere e svilupparsi anche nel settore giovanile.”   

Perché si diventa presidente di una squadra di rugby?

“Si diventa presidente di una squadra di rugby perché arriva il momento in cui, dopo avere ricevuto tanto dallo sport, bisogna mettere a disposizione degli altri l’esperienza maturata.  Si diventa presidente però solo se esiste un gruppo di persone che condividono gli stessi ideali e che hanno la volontà di percorrere insieme un cammino di crescita. Quando si elabora un progetto e il lavoro viene distribuito tra coloro che lo condividono,  tutti diventano importanti allo stesso modo, a prescindere dalla carica ricoperta, ma nessuno deve mai essere indispensabile.”

Nelle selezioni regionali giovanili il vostro club è quello con la maggiore presenza di atleti, questo a dimostrazione che negli ultimi anni il lavoro svolto nelle scuole e tra i ragazzi. alla fine ripaga…

“La passione, la serietà, la disponibilità delle persone che si occupano del settore giovanile sono alla base della crescita che costantemente stiamo registrando in questi anni. Altrettanto importante è la proficua collaborazione tra società, in particolar modo tra la nostra e l’Amatori Capoterra, grazie alla quale tutti i giovani rugbisti sardi stanno maturando esperienze significative anche in campo nazionale.  Resta il rammarico che la maggior parte delle società della Sardegna non sono ancora riuscite ad organizzare le attività giovanili e questo rappresenta un grosso limite per tutto il movimento regionale. Cinque anni fa decidemmo di iscrivere per la prima volta la squadra Under 15 al campionato regionale. L’anno successivo fu la volta dell’Under 17. Da due anni a questa parte vinciamo il campionato regionale con entrambe le formazioni e l’anno prossimo contiamo di iscrivere al campionato anche l’Under 19. Svolgiamo tutto l’anno l’attività di minirugby e siamo Tutor di tutte le scuole elementari di Sinnai, Maracalagonis e Settimo San Pietro, che hanno costituito i loro Enti scolastici e partecipano regolarmente alle attività Federali. Tutto questo si traduce in una mole di lavoro che credo poche società, di qualsiasi disciplina sportiva, riescono a svolgere; ma dimostra anche che per il nostro sport esistono spazi notevoli di crescita: resta fondamentali proporsi con serietà, affidabilità e competenza a genitori, dirigenti scolastici, insegnanti e professori.”


Tre nomi di  ragazzi promettenti che speri diventino più di una promessa

“Sono numerosi i ragazzi che nelle ultime stagioni sono stati convocati per le selezioni zonali di categoria. In questi mesi hanno partecipato ai raduni Marco Cadelano, Marco Solla, Lucas Busser e Giuseppe Garofalo per l’Under 17 e Andrea Contini per l’Under 15, ma la nostra speranza è che tutti, o perlomeno la maggior parte dei ragazzi che hanno iniziato la pratica sportiva dal minirugby possano diventare veri atleti.”


Se domani mattina nascesse un nuovo club e  chiedessero a te  un consiglio su  come iniziare o da dove iniziare, cosa gli suggeriresti ?

“Suggerirei in primo luogo di iniziare dalla formazione dei tecnici e quindi di partire dall’attività di propaganda nelle scuole elementari e medie. In questo modo si realizzerebbe un percorso graduale di crescita della società, dei tecnici e dei giocatori. Non esiste futuro per una società, nuova o vecchia, che non fondi la propria attività sul vivaio dei piccoli atleti. Credo che ormai anche la Federazione si debba chiedere “cosa vuole fare da grande” , ovverosia mantenere il rugby nell’ambito di uno sport con numeri di praticanti ancora ridotti e sviluppato geograficamente a macchia di leopardo, oppure puntare a far diventare questa disciplina uno sport di massa, andando a “rubare” atleti alle discipline che tradizionalmente sono praticate nella prima età scolare.” 


Quest’anno sicuramente parteciperete ai play-off, come società ti senti pronto per affrontare la promozione   in  B ?

“La serie B è un campionato impegnativo che per una società della Sardegna diventa ancora più difficile per le problematiche economiche e logistiche dovute alle trasferte in continente. La nostra squadra Seniores sta attraversando un periodo di rinnovamento in cui accanto a diversi giocatori di esperienza si stanno inserendo numerosi giovani provenienti dal vivaio che necessitano ancora di un periodo di maturazione. Per questo motivo siamo fiduciosi in quanto i margini di crescita della squadra sono notevoli, considerato anche che nel prossimo campionato potranno esordire in prima squadra alcuni giovani di talento provenienti dall’Under 17.”

 

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Nella realtà isolana, certo, non è facile coinvolgere gli sponsor, soprattutto quando l’attività sportiva è uno sport come il rugby. Come pensi reagisca l’economia che orbita intorno a Sinnai, nell’eventuale promozione in B?

“Affrontare un campionato impegnativo come la Serie B richiede un notevole impegno finanziario, soprattutto ora che i contributi pubblici non arrivano a coprire neanche il cinquanta per cento delle spese necessarie per le trasferte. Una società sarda arriva a spendere per le trasferte forse quanto spendono tutte le altre squadre dello stesso girone messe assieme. Diventa pertanto indispensabile trovare uno o più sponsor che affianchino la società, magari in un progetto di sviluppo che abbracci un programma pluriennale, dove vengano individuati e definitivi obiettivi annuali da raggiungere. Per questo motivo i nostri sforzi sono volti in questi anni a consolidare la struttura e le attività sociali, affinché l’immagine del nostro sport e della nostra società possa diventare un buon veicolo pubblicitario per aziende del nostro territorio.”


Nel fare la classifica degli obiettivi da raggiungere quale metti al primo posto?

“Ultimare il nostro impianto sportivo, per il quale abbiamo presentato un progetto al Comune per la  realizzazione, a nostre spese, di una palestra di circa 140 metri quadrati ed il  completamento della sede sociale, in modo da trasformarlo in Centro sportivo a disposizione degli  atleti, dei ragazzi delle giovanili, dei bambini del minirugby e delle loro famiglie.”


Presidente, un sogno che vorresti si avverasse...

“Un sogno che penso non sia difficile da realizzare: mi piacerebbe che prima di in ogni partita giocata in Sardegna giocassero i bambini del minirugby delle due società in campo…Significherebbe che vogliamo diventare grandi.”

 

 

SERIE A - PROSSIMO INCONTRO

Prodotti in vetrina

SERIE A - CLASSIFICA (S.S. 2011/12)

   MVNPF/ADP
CAPITOLINA CAPITOLINA211263466:27119566
ROMAGNA ROMAGNA211227508:35615262
RUBANO RUBANO211326462:31115162
4  CAPOTERRA CAPOTERRA211128455:3777861
BADIA BADIA211218411:3753661
VALPOLICELLA VALPOLICELLA211038417:3625556
CATANIA CATANIA211128367:3194855
ALGHERO ALGHERO211209440:4033748
AVEZZANO AVEZZANO219111369:455-8647
10  PAESE PAESE219012460:501-4144
11  MILANO MILANO212118277:531-25419
12  GLADIATORI GLADIATORI213018292:663-37113

 

World Cup 2007 Marsiglia...

Marsiglia, è stata una esperienza bellissima, quando sei all’estero e canti con gli altri connazionali l’inno di Mameli provi un emozione indimenticabile. Ma chi poteva riuscire in Francia a far posare per una foto due giocatori della nazionale con le nostre magliette “Rugby Capoterra”? Saluti a tutti da Martin e Santiago (Antonio)

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