PIERA SPISSU, UNA DONNA E LE SUE METE PDF Print E-mail
Newsletter - MAGGIO 2008
Written by Antonio Falda (ARC)   
Monday, 26 May 2008 02:00
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Piera Spissu in Touche
Piera Spissu in Touche
Il rugby femminile è un fenomeno in crescita, confermato anche dall’affermazione di Antonella Rossetti alla guida delle Red Panthers campionesse d’ Italia e Barbara Guastini prima donna ad arbitrare una finale di campionato. A livello regionale la squadra femminile del Grazia Deledda  militante nella massima divisione nazionale, in questa stagione appena terminata non ha ottenuto risultati soddisfacenti, cosa è mancato? Da cosa può essere dipeso questo black-out che ha colpito la squadra sarda? Il mese scorso abbiamo sentito Ani Stace, giocatrice neozelandese della compagine femminile isolana, questa volta abbiamo posto  alcune domande ad una delle veterane del rugby femminile sardo: terza linea nonché dirigente del Grazia Deledda, Piera Spissu, anche moglie di Guido Farigu, storico pilone dell’Amatori Rugby Capoterra e mamma della piccola Marta.  

Come hai iniziato a giocare a rugby? E da quanti anni giochi nel Grazia Deledda?

 “Ho iniziato per caso sulla spiaggia del poetto mentre le ragazze del Grazia Deledda si allenavano per il torneo nazionale di beach rugby;  mi trovavo li con Guido che si allenava per lo stesso motivo, le ragazze mi hanno chiesto di provare con loro. Dopo molte titubanze, legate alla paura di farmi male e del contatto fisico con l’avversario, ho provato a giocare ed è scattato il colpo di fulmine! Ho cominciato gli allenamenti con la squadra a Sinnai nel 2000 e ho disputato il mio primo campionato. Se escludiamo tre campionati che non ho disputato, per la gravidanza e per un intervento al ginocchio, in tutto ho giocato per sei anni.”

Piera Spissu in Maul
Piera Spissu in Maul
La tua squadra, fondata nel 1989 da un gruppo di insegnanti dell’Istituto femminile Grazia Deledda  di Cagliari, ha tutt’oggi il merito e il coraggio di essere l’unica a rappresentare  la Sardegna nella seria A nazionale al pari di colossi come la Benetton Treviso. Sei una donna sposata, che lavora e con una figlia piccola. Quali sono i sacrifici che devi affrontare per essere sempre all’altezza di un impegno così rilevante?
“Naturalmente accudire una famiglia con una bambina piccola richiede molto impegno e dedizione e si sa che noi donne in genere siamo completamente assorbite da questi compiti, ma per giocare a rugby il tempo l’ho sempre trovato. In casa nostra il rugby è una quotidianità ormai acquisita anche dalla piccola Marta! Maglie da lavare, scarpette da pulire, partite da registrare…tutto assolutamente normale!”

Pensi che questo sacrificio sia stato poi ricompensato dai risultati ottenuti sul campo nel corso degli anni?

“Come ti dicevo non ritengo, per quanto mi riguarda,  di aver fatto un vero e proprio sacrificio, i risultati sono stati discontinui in questi anni e forse il bilancio in questi termini non è del tutto soddisfacente, ma personalmente mi sento comunque ripagata dal fatto che sto praticando uno sport che mi piace e che mi ha introdotto in un ambiente bello, sano e divertente.”

Quale è la partita o l’episodio più emozionante che ti è capitato nella tua carriera?

“Credo che per un rugbista il momento più bello sia quando si segna una meta. Ricordo si giocava a Sinnai contro il Biella, calcio d’inizio del secondo tempo io ricevo il pallone e corro, corro e corro fino in mezzo ai pali! Incredibile ma vero, stavo schiacciando la palla a terra e l’arbitro fischiava la meta, Una sensazione bellissima, una meta fantastica e un ricordo indelebile, anche perché non ho segnato molte mete nella mia carriera!”

Questa appena conclusa  è stata una stagione deludente, sembrano veramente lontani i tempi in cui il Grazia Deledda contendeva il titolo di campione d’Italia al Treviso. Raccontaci le impressioni, cosa dicono le voci dallo spogliatoio, quali sono stati gli errori, quali i momenti cruciali che hanno comportato tutta questa serie di sconfitte ?

“Proprio quest’anno le cose sembravano aver preso una buona piega e invece a metà del girone d’andata, la nostra allenatrice ci ha lasciato e ci siamo trovate completamente allo sbando! Molte compagne hanno smesso di allenarsi e ci siamo dovute diciamo “arrangiare”. Pensa : un campionato da affrontare, poche giocatrici, delle quali  molte ragazze nuove e per giunta senza allenatore. La società ha contattato un ottimo preparatore atletico che ci ha aiutato tantissimo, ci ha permesso almeno di scendere in campo in ottima forma ma ci è mancata totalmente la tecnica. Il rugby è fatto di grinta, coraggio, cuore e queste caratteristiche noi le abbiamo tutte, ma senza tecnica, idee, schemi…quasi ogni partita era decisa in partenza.”

Cosa  c’è stato di positivo che salveresti di questa stagione?

“ Sicuramente salverei le giovani del Grazia Deledda, tra cui due ragazze di Capoterra, che non sono mai mancate agli allenamenti anche quando si era solo in quattro o cinque. Grazie a loro c’è un nucleo su cui ricostruire il futuro della squadra.”

La squadra del Grazia Deledda
La squadra del Grazia Deledda
 

Quali sono a tuo parere gli obiettivi della società per il prossimo anno?

“ Tutti gli anni il problema principale è quello di reclutare nuove giocatrici, infatti poi farò un appello alle ragazze, ma per la prossima stagione la cosa più importante è che le giocatrici siano messe nelle condizioni di pensare solo a giocare, imparare, divertirsi e dare il meglio senza più preoccuparsi di allenatori, allenamenti e quant’altro.”

Non vorrei svelare la tua età ma puoi giocare ancora per un bel paio d’anni, cosa vorresti accadesse? Quali soddisfazioni vorresti toglierti?

“Mi piacerebbe giocare ancora un po’, magari lasciare il Grazia Deledda come quando l’ ho incontrata: forte e temuta da tutte le avversarie.”

Marta è ancora molto piccola ma crescendo cosa vorresti lei trovasse nel mondo del rugby femminile sardo e in quello nazionale?

“ Prima di tutto vorrei che ci fosse una squadra in cui giocare se volesse farlo,  magari più di una!”

Piera e Guido
Piera e Guido

Adesso ti chiedo di farmi una confidenza: cosa ti ha detto Guido una volta rientrati a casa, dopo l’ultima partita di campionato disputata dal Capoterra contro il Calvisano?

“Sinceramente quasi nulla, ci ha messo un po’ per elaborare la situazione. Poi ha espresso sia rammarico che contentezza: rammarico evidentemente per il risultato sfiorato e contentezza per il fatto di avere intimorito a tal punto gli avversari da costringerli a schierare una squadra ad alti livelli.”

Nella circostanza di quella partita cosa hai provato nel costatare l’affetto del pubblico di Capoterra nei confronti della squadra?

“ E’ stato bellissimo far parte del pubblico di Capoterra quel pomeriggio, incitare all’unisono la squadra e i giocatori uno per uno, sottolineare ogni azione con grinta o con timore…fantastico.”

Pensi possa arrivare anche per una squadra femminile sarda, un momento così, con così tanto pubblico e di tale intensità ed emozione?

“ Penso proprio di no. Credo che un pubblico così non ci sia neanche negli incontri del sei nazioni!”

Il folto pubblico del Comunale di via Trento durante il match tra Amatori Rugby Capoterra e Calvisano ultima partita di campionato
Il folto pubblico del Comunale di via Trento durante il match tra Amatori Rugby Capoterra e Calvisano ultima partita di campionato

Qual è il desiderio di una donna, moglie, mamma, terza linea e dirigente  di una squadra di rugby femminile?

“Il mio desiderio è che questo sport trovi sempre nuovi consensi e nuove giocatrici,  infatti vorrei dire alle ragazze che il rugby è bello, divertente, ti fa stare in forma, ti fa fare nuove amicizie e non dovete preoccuparvi di qualche livido, la vostra femminilità non ne risentirà!”

 

SERIE A - PROSSIMO INCONTRO

Prodotti in vetrina

SERIE A - CLASSIFICA (S.S. 2011/12)

   MWDLF/ADP
CAPITOLINA CAPITOLINA211263466:27119566
ROMAGNA ROMAGNA211227508:35615262
RUBANO RUBANO211326462:31115162
4  CAPOTERRA CAPOTERRA211128455:3777861
BADIA BADIA211218411:3753661
VALPOLICELLA VALPOLICELLA211038417:3625556
CATANIA CATANIA211128367:3194855
ALGHERO ALGHERO211209440:4033748
AVEZZANO AVEZZANO219111369:455-8647
10  PAESE PAESE219012460:501-4144
11  MILANO MILANO212118277:531-25419
12  GLADIATORI GLADIATORI213018292:663-37113

 

Volo: Buenos Aires - Roma

There are no translations available. Diego Vidal tallonatore del Benetton Treviso in aereo in volo tra Buenos Aires e Roma    

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