| IL TORO DI MAR DEL PLATA NELL'ARENA DI CAPOTERRA |
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| Newsletter - DICEMBRE 2007 | |||||||||||
| Written by Gian Carmine Casu | |||||||||||
| Wednesday, 19 December 2007 01:00 | |||||||||||
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There are no translations available. A cura di F. Gallus Juan Manuel Aiello, per i compagni Toro, nasce a Mar del Plata, "la perla dell'Atlantico", nella provincia di Buenos Aires, il 17 Ottobre del 1972. I nonni, italiani, originari di Castrovillari (CS), emigrarono per lavoro. A sei anni Juan già rotola nei campi da rugby della sua città dove vive tutta la sua formazione giovanile. A 19 anni si trasferisce per giocare nello storico club del Belgrano a Buenos Aires, città che fu battezzata con questo nome proprio in onore del santuario di Nostra Signora di Bonaria di Cagliari.
Il Club di Belgrano, fondato nel 1896 dai ferrovieri inglesi come circolo di dopolavoro, assieme ai club di Lomas, Buenos Aires Cricket & Rugby e Plaza Jewel di Rosario è uno dei fondatori del movimento rugbistico argentino. Tallonatore di ruolo, con 107 kg di muscoli distribuiti in 178 cm di altezza e una mobilità invidiabile, fanno arrivare presto l'esordio in prima squadra. Con il Belgrano gioca il campionato cittadino, ... tutt'altro che roba da poco! L'area metropolitana di Buenos Aires supera i 14 milioni di abitanti, e il livello delle squadre è davvero elevato. Basti pensare che tra i compagni di squadra c'è anche un certo Lisandro Arbizu che presto vestirà la maglia dei Puma. Nel 98 Aiello lascia la sua terra per giocare a Livorno, che militava nella A2 di allora e che nel 2000 arriva alla promozione nel massimo campionato. Subito dopo torna a giocare nella sua città di nascita dove apre un bar ed un ristorante, ma la crisi argentina gli nega la possibilità di stabilizzarsi nella sua terra. Juan chiude tutto e parte a Lourdes, ma a giocare a rugby... e nel glorioso club in cui militò anche l'ex ct della nazionale italiana Pier Berbizier. Nel 2003 torna in Italia, ad Alghero, dove gioca sotto la guida di Ramiro Cassina. La Sardegna gli piace subito, forse Alghero gli ricorda la perla dell'Atlantico di cui si è dovuto privare, si sente a casa sua e quì si sposa e dal suo matrimonio in terra sarda nascono Aurora e Amadeo. Gli anni successivi sono in Super 10: a Catania e a Venezia Mestre. Nel 2006 torna a Livorno e di nuovo per una promozione, ma questa volta dalla B alla A.
Nella stagione in corso è di nuovo in Sardegna, a Capoterra. Il suo ruolo, inutile dirlo, è decisivo. E' lui che che con la sua esperienza, assieme a Mr. Cassina, sta facendo crescere gli avanti capoterresi. E' lui che che è stato portato con le travolgenti rouling dei ragazzi di capoterra a segnare più mete. E' lui quello che è stato decisivo per portare a Capoterra Lisandro Arbizu, il suo amico e compagno di squadra del Belgrano. Per la sua cordialità e simpatia fuori e dentro dal campo è un ragazzo apprezzato sia dai compagni che dagli avversari. Oltre che un giocatore è anche un maestro. Insegna la filosofia del rugby. Ogni giorno ha davanti a sè 60 ragazzi delle scuole medie che apprendono con divertimento le regole e lo spirito unico di questo sport.I ragazzi imparano ad aiutarsi tra loro, imparano ad obbedire e a comandare, imparano che nel rugby, come nel mondo, c'è spazio per tutti, e che ogni caratteristica fisica o mentale deve essere sfruttata al meglio. Questo è quello a cui Juan tiene di più! E' rimasto colpito dall'affetto per la sua famiglia, dall'entusiasmo che c'è a Capoterra intorno al rugby. Tutti sono sempre aggiornati sui risultati, chi non può essere allo stadio segue la partita in televisione. La gente a Capoterra vive con il rugby. Sport che quì ha un seguito incredibile, e la dirigenza della società sta coltivando questo terreno fertile in maniera egregia. I buoni risultati della prima squadra stanno alimentando ancora di più questo entusiasmo. Il club sta diventando un punto di riferimento, così come lo è in Argentina. La domenica al comunale di via Trento c'è una festa, i ragazzi delle scuole con i genitori vanno a vedere la partita del maestro, e sperano nella promozione... Ma di chi?
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| M | W | D | L | F/A | D | P | |||
| 1 |
| CAPITOLINA | 21 | 12 | 6 | 3 | 466:271 | 195 | 66 |
| 2 |
| ROMAGNA | 21 | 12 | 2 | 7 | 508:356 | 152 | 62 |
| 3 |
| RUBANO | 21 | 13 | 2 | 6 | 462:311 | 151 | 62 |
| 4 |
| CAPOTERRA | 21 | 11 | 2 | 8 | 455:377 | 78 | 61 |
| 5 |
| BADIA | 21 | 12 | 1 | 8 | 411:375 | 36 | 61 |
| 6 |
| VALPOLICELLA | 21 | 10 | 3 | 8 | 417:362 | 55 | 56 |
| 7 |
| CATANIA | 21 | 11 | 2 | 8 | 367:319 | 48 | 55 |
| 8 |
| ALGHERO | 21 | 12 | 0 | 9 | 440:403 | 37 | 48 |
| 9 |
| AVEZZANO | 21 | 9 | 1 | 11 | 369:455 | -86 | 47 |
| 10 |
| PAESE | 21 | 9 | 0 | 12 | 460:501 | -41 | 44 |
| 11 |
| MILANO | 21 | 2 | 1 | 18 | 277:531 | -254 | 19 |
| 12 |
| GLADIATORI | 21 | 3 | 0 | 18 | 292:663 | -371 | 13 |